Stellar Blade Un'esclusiva PS5 che sta facendo discutere per l'eccessiva bellezza della protagonista. Vieni a parlarne su Award & Oscar!
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Pare che quest'intervista a due coatte stia spopolando sulla rete

Ultimo Aggiornamento: 14/08/2010 22:23
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24/07/2010 02:15
 
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L'intervista è stata data su un canale si sky, e io sottotitoli li han messi loro. Non sono stati aggiunti dopo.
Ora, che ci sia bisogno dei sottotitoli per capirle mi pare esagerato, e i sottotitoli scritti in quella maniera da prima meta del novecento fan sbuzzare molto più di quelle ragazze che poi semplicemente parlano un dialetto, e niente più.
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24/07/2010 12:11
 
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Miiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Che finezza...! [SM=g1652023]
La birra in spiaggia e trenta chili di trucco... [SM=g7355]
Assolutamente out!!! [SM=x1923063]

Titti. [SM=g1652043]
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24/07/2010 13:54
 
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[SM=g7443]

Ma che deliziose donnine che sono. Un bel burinesco come dialetto, vero. Ma sono semplici e hanno risposto come avrebbe risposto chiunque altra. Il calipo poi è una bibita...che colpa ne hanno loro se si chiama così?


[SM=g1697715]
[Modificato da Blumare369 24/07/2010 13:55]
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Re:
blood.flowers, 24/07/2010 14.10:

blu il calippo è questo:





SUCA



Che figura di merda! Uffa!

[SM=g7355]


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Non mi pare giusto sparare sulla croce rossa, blum evito le battute!!!



Quest'inverno le due ragazze le vedremo sull'isola dei famosi!!!
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Re:
Mr Weiss, 24/07/2010 2.15:



L'intervista è stata data su un canale si sky, e io sottotitoli li han messi loro. Non sono stati aggiunti dopo.
Ora, che ci sia bisogno dei sottotitoli per capirle mi pare esagerato, e i sottotitoli scritti in quella maniera da prima meta del novecento fan sbuzzare molto più di quelle ragazze che poi semplicemente parlano un dialetto, e niente più.




I sottotitoli come uso li trovo idonei di fronte ad un dialetto, ma anche io noto l'esagerazione, proprio a sottolineare con superbia l'ignoranza di queste due che, tra l'altro, hanno esposto la loro rozzezza come fosse perla.
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«Semo spontanee: se fa caldo ce schiumano le ascelle»
Notizia del 26 luglio 2010 - 09:08Debora e Romina, le nuove stelle coatte del web: miti litoral-radiofonici che fanno infuriare il "sindaco" di Ostia. Ma loro: «Semo fatte così, che vi piaccia o no»


di Libero News


Chi l'avrebbe mai detto che bastassero un ghiacciolo e una birra per diventare famosi? Invece è proprio così, purché il ghiacciolo sia un calippo mangiato per «nun fa' la colla» in spiaggia, la «bira» sia una bevanda rinfrescante contro il gran caldo e in giro ci sia una telecamera che immortala due ragazze in bikini graziose e parecchio coatte.

Da giorni ormai il servizio del tg di Sky con l'intervista a due bagnanti di Ostia è diventato un tormentone: tutti lo guardano, tutti lo commentano e tutti lo citano. E le protagoniste hanno guadagnato un'inattesa celebrità: il Trio Medusa le ha elette sue paladine e dedica loro una festa a base di «calippi e bire»; nei tg e gr le loro espressioni sono analizzate dal presidente dell'Accademia della Crusca; Facebook e Youtube straripano di celebrazioni e condanne. Ma hanno anche fatto infuriare il presidente del XIII Municipio, il "sindaco" di Ostia Giacomo Vizzani, che disturbato e offeso dall'immagine grezza della sua città si è lamentato con Alemanno e pensa a un'ordinanza che limiti il costume alla sola spiaggia.

E loro? Romina Olivi, 17 anni, di Santa Maria delle Mole, e Debora Russo, 15 anni, di Villanova di Guidonia, si fanno una risata e si godono l'improvvisa celebrità. «Noi non siamo coatte - confessano al Messaggero -, al massimo siamo borgatare. Parliamo così, ma perché gli altri che adesso fanno tutti i precisini come parlano?». E Debora aggiunge: «Io so' fatta così, so' spontanea. Quando fa caldo dico che sto a fa la colla, oppure che me stanno a schiuma' le ascelle. E allora? Pure la professoressa d'italiano, a scuola, mi dice di stare tranquilla e di parlare come mi viene. E poi, dopo che gli ho risposto, mi chiede di tradurre».

Appiedate (a Ostia ci vanno con i mezzi), tifose della Roma (ma a Totti preferiscono Cristiano Ronaldo) e amanti di tv e cinema, difendono il loro stile: «Semo fatte così, che vi piaccia o no». In fondo, il loro colorito modo di fare le ha portate alla ribalta. E magari regalerà loro anche un fidanzato: «Siamo single, ogni tanto c'abbiamo qualche impiccio ma poi ognuno per la strada sua». Ostia è il posto giusto per trovare qualcuno, lo dicevano proprio loro che «ar mare uno se deve divertì, se deve», no?



Libero


'Me stanno a sciumà le ascelle' è fantastico.. [SM=g7350]


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30/07/2010 00:50
 
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Verdone: «W le coatte di Ostia così pasoliniane»
di Toni Joptutti gli articoli dell'autore Due cose: l'oggetto non mi sorprende, quelle due ragazze sono fatte della stessa materia della prima curva sud della storia del mondo, quella del Colosseo, è abbastanza ovvio che contengano i fondamentali del teatro di strada. La seconda, invece, è relativa allo sguardo che si è focalizzato in questa ordinaria situazione su di loro. La notizia sta qui e non dice benissimo del paese e del suo stato d'animo». Perbacco, dottor Verdone! Lei sostiene che Roma è in forma e che l'Italia non sa più andare a teatro semplicemente perché non lo sa vedere! Ma Verdone, oltre che un gran regista è anche un capoccione e conviene ascoltarlo perché ha cose da dire sul fenomeno dell'estate, quei due milioni di sguardi appuntiti sul video on line delle «trucidone» di Ostia che raccontano cose da niente ma in un bel modo. Anzi, a proposito di capoccione, anche una di loro ha detto capoccia, per dire cosa vuol mettere sotto la doccia. Entriamo nell'ombelico della cronaca e per una volta, la notizia è la notizia e non la sua materia: l'oggetto siamo noi e il nostro modo di guardare, non ciò che guardiamo.

Razzisti? Guardoni? Chi siamo, dottò, e perché ci eccitiamo in tanti di fronte a quel video?
«Macché guardoni, e chi è che ha detto razzisti? Stupidaggini. Pensa alla platea, alla gente come platea. Qualcuno gli sottopone una gag fatta di niente, di niente di nuovo. Ma di una materia semplice, sincera, diretta, senza fronzoli o doppiezze, sorretta da un vocabolario denso di colori, esagerato e saporito e in movimento, nel senso che si aggiorna continuamente sul neologismo che è atto creativo. Il linguaggio delle periferie, di sempre. In questo caso, della periferia romana e non ce n'è un'altra come questa. E in tanti, guardano, assecondano l'offerta, sorridono, ridono, rivedono, comunicano lo choc, la sorpresa, lo smacco linguistico che è anche culturale...».

All'anima, dottò! Vuol dire che siamo rimbambiti?
«Non rimbambiti ma forse regrediti, siamo tornati a stupire di fronte a forme elementari di teatro, basilari...».

Troppo maliziosi per non essere tornati ingenui?
«Non vorrei fare l'elenco delle maliconie. Ma: è vero o no che la gente non sa più ridere? Che non sa più guardare? Questa incapacità derivano da una sostanziale assenza, da una diffidenza profonda nei confronti della realtà, e da un conseguente distacco altrettanto profondo nei confronti delle cose che chiude le finestre della coscienza. Bada: hanno riso perché qualcuno gli ha fatto vedere questo video, non perché siano dotati di una ironia collaudata e sorniona; non si sono accorti di ridere della curva sud, quella che non ci ha mai abbandonati, che cresce attorno alle nostre belle case, il più classico dei laboratori del nostro linguaggio e l'abbiamo dimenticato. Questo vuol dire che grandi parti di una grande città non comunicano, che grandi strati sociali non comunicano come dovrebbero, che grandi pezzi di questo paese non comunicano e questo è male, molto male...».

Ti preoccupa la distanza che la Lega oggi vuol rimarcare tra Nord e Sud?
«Certo. Brutto affare, mi piacerebbe fare qualcosa per sdrammatizzare, per svelenire, voglio fare, ma non so a cosa porterà. Eppure, siamo quel magnifico posto della terra in cui un immenso intellettuale del Nord, Pasolini, aveva mostrato a tutti, Nord e Sud, come la periferia, quella romana nel caso, sia la culla, la fabbrica più laboriosa e sincera e pronta a pagare dei nostri drammi, altro che “Roma ladrona”. E il Sud non è che la povertà, l'assenza di potere, e cioè ciò che serve al potere per conservarsi, così come la curva sud serve al calcio miliardario per non morire».

Qualcosa l'hai fatta, in questa direzione. Per esempio ci hai fatti morire dal ridere col tuo «Viaggi di nozze», quel «famolo strano» è un tappeto volante fatto di due parole, più o meno quante ne hanno pronunciate quelle ragazze di Ostia...
«Con quel film che è del 95 credo di aver anticipato qualche tema e qualche tempo. Ma nel mio lavoro è attiva la parodia, un'enfasi teatrale che gonfia i sensi di quel linguaggio. In ciò che hanno detto le due ragazze c'è una naturalezza pasoliniana, non volevano far ridere e neppure divertire. Insomma, bisognerebbe proteggerle e invece...».

Che vuoi dire? Ti sembrano in pericolo?
«Sì che lo sono, ma non solo loro, anche noi, perché questa storia ora viene cannibalizzata secondo un rituale abbastanza atroce e in grado di azzerare i sensi di quella che poteva essere una piccola scoperta. Il rilancio continuo di quelle immagini ormai ridotte a spot consumato, devastato in una quantità di ritorni in tv, le interviste, gli inviti di qui e di là, lo sfruttamento di una cara, adorabile banalità trasformata dalla macchina degli sguardi in un'attrazione da circo. Ci rimettiamo tutti, questo è uno schifo. Purtroppo normale».
27 luglio 2010


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30/07/2010 13:02
 
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Azz, ho ricevuto un invito da un'amica di Roma ad andare a fare il bagno a Ostia, me devo preoccupà?? [SM=g1655423]


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Re:
SPACC THE BALLS, 30/07/2010 13.02:

Azz, ho ricevuto un invito da un'amica di Roma ad andare a fare il bagno a Ostia, me devo preoccupà?? [SM=g1655423]






Magari diventi famoso. Leggi qua:

Le Calippo Girls son tornate Da coatte qualunque a star
Notizia del 14 agosto 2010 - 16:00Debora e Romina nel cast del prossimo film di Maurizio Battista. Sono bastate 'na bira e 'n po' de' colla per renderle famose e spalancare le porte dello spettacolo


di Libero News


La prima volta erano sulla spiaggia di Ostia a fa' la colla sotto il sole, tra un Calippo,'na bira e 'na doccetta perché ar mare poi pizzica tutto. Poi le avevamo ritrovate in una nuova intervista realizzata sempre da SkyTg24 che era tornato sul luogo del misfatto per vedere che fine avevano fatto le due fanciulle della periferia romana dopo l'incredibile successo riscosso in rete. Un successo che le aveva portate anche ad aggiudicarsi un "omaggio radio" del Trio Medusa che ha trasformato le loro colorite espressioni coatte , degne delle migliori battute di un film di Carlo Verdone (chi non ricorda quel "lo famo strano?" di Jessica e Ivano uscito fuori da Viaggi di Nozze ?) e ormai indiscusso nuovo tormentone dell'estate, in un jingle per l'ultima puntata del loro programma su Radio DJ.

«C’hanno cercato un sacco de giornalisti, tutti a chiamacce, su feisbuc, su iutubb tutte cose, nun se sa», raccontavano una settimana dopo, «E che ne so, ammè m'hanno taggato su feisbuc troppa persone... allora là ho visto... poi so' annata a vede' e manno detto pure su uitubb ce so' i fotomontaggi... i remix t'hanno fatto... aus...». Di sicuro contente e soddisfatte per il successo, dichiaravano di fregarasene di chi le criticava e rivelavano il sogno di entrare nel mondo dello spettacolo.



Adesso quel desiderio espresso ai microfoni del Tg2 sta per diventare realtà. Debora Russo e Romina Olivi sbarcheranno infatti al cinema . A volerle è stato il comico Maurizio Battista che ha pensato proprio alle due fanciulle per una piccola particina in Due uomini in cella, film nel cui cast compare anche Enzo Salvi . Che non si pensi ovviamente a una parte fondamentale per la pellicola in termini di trama e recitazione. Saranno solo pochi secondi: il tempo di entrare in un bar e chiedere proprio " un calippo e 'na bira", pronunciare cioè la frase che le ha rese famose. Ma con questa piccola trovata (sperando che regga fino a quest'autunno) la pubblicità è garantita, viste le migliaia di ragazzi che delle Calippo girls ormai sanno tutto: c'è da scommetere che le seguiranno anche in sala.

Non a caso Maurizio Battistaha pensato bene di sfruttare l'occasione offerta dalla rassegna All'ombra del Colosseo per far salire sul palco anche le due giovani romane, stuzzicandole per una decina di minuti. Inutile dire che l'effetto è stato molto meno dirompente: la vis comica delle fanciulle, un dono naturale che arriva loro da spontaneità e genuinità mischiate a un'innegabile anima "coatta", ne ha risentito. Si spera che di fronte alla cinepresa tornino a essere le due Calippo girls di sempre!
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